Martini Francesco
Web Designer & Developer
La tipografia è il 90% del web: prima di colori, animazioni e foto, gli utenti leggono. Per questo la scelta dei font ha un impatto enorme su percezione del brand, usabilità e conversioni. L’obiettivo non è stupire: è far scorrere i contenuti senza attrito, con una gerarchia chiara e tempi di caricamento leggeri.
Partiamo dalla leggibilità. Prediligi famiglie moderne con buona x-height (altezza delle minuscole), pesi equilibrati e un disegno pulito che funzioni bene su schermi piccoli. Per i testi lunghi imposta una dimensione base tra 16 e 18px e un’interlinea tra 1.4 e 1.6: aiuta l’occhio a non “saltare”. Evita contrasti troppo spinti nei pesi o lettere troppo condensate: stancano in fretta.
Voce del brand. Il carattere racconta chi sei: una sans è più contemporanea e neutra; una serif comunica autorevolezza ed editoriale; un display lavora bene solo nei titoli e in dosi minime. Se vuoi controllo fine, valuta i variable fonts: con un solo file gestisci più pesi e, spesso, riduci richieste.
Gerarchia semplice. Due livelli bastano: titoli e testo. Aggiungi eventualmente un terzo livello per i micro-titoli o callout. Usa 2-3 pesi (Regular, Medium/Semibold, Bold) e una scala coerente (rem) per non “rompere” proporzioni su mobile. Il lettore deve capire a colpo d’occhio dove iniziare e dove finire.
Prestazioni. I font possono pesare più delle immagini se non gestiti bene. Carica solo i subset necessari (ad es. latin), preferisci WOFF2, imposta font-display: swap per non bloccare il rendering, prevedi fallback di sistema (es. system-ui, -apple-system, Segoe UI, Roboto, Inter, sans-serif) e usa il preload solo per i pesi davvero usati above the fold. Se il traffico è internazionale, verifica copertura di accenti e set estesi.
Abbinamenti senza rischio. Se vuoi una combinazione solida e pronta:
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Inter (testo) + Lora (titoli): equilibrio tra modernità e calore editoriale.
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Solo una famiglia: Source Sans 3 con 3 pesi: pulita, versatile, zero frizioni.
Entrambe funzionano benissimo su siti corporate, portfolio e blog. In alternativa, Outfit per titoli (geometrica ma leggibile) con Inter per i testi è un’altra soluzione pulita. L’importante è non “collezionare” famiglie inutili: più coerenza, meno peso.
Accessibilità e consistenza. Evita testi interamente in maiuscolo per paragrafi lunghi; se lo usi nei bottoni, aumenta leggermente lo spacing. Mantieni il contrasto colore conforme (WCAG) e prova il sito su un telefono economico: se lì scorre bene, sei a posto.
In sintesi: scegli una sans affidabile per i copy, affianca (se serve) una serif morbida per i titoli, limita i pesi, cura il caricamento. La tipografia non deve farsi notare: deve far lavorare bene i contenuti e la tua identità.